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“La Barbera cercava solo l’appiglio per rendere credibile Scarantino”

Genchi: “Mi disse: basta un elemento minimale”. E il falso pentito diventò il teste-chiave

il Fatto Quotidiano - 15 novembre 2018 - di Giuseppe Pipitone

Chiudere le indagini con Vincenzo Scarantino, addebitare tutto alla Cupola di Cosa Nostra e risolvere l’inchiesta sulla strage di via D’Amelio. “Così poi io divento questore, tu vieni promosso per meriti straordinari e poi tra 3 o 4 anni diventi questore pure tu”. Più o meno con queste parole Arnaldo La Barbera, secondo l’ex funzionario di polizia Gioacchino Genchi, gli spiegò di aver deciso a tavolino i colpevoli dell’omicidio di Paolo Borsellino e dei cinque agenti di scorta. I colpevoli sbagliati. Lo ha raccontato lo stesso Genchi alla commissione Antimafia…

L’ex investigatore Genchi: denunciai l’inquinamento dell’indagine

Parla Gioacchino Genchi

Rai3 - TGR Sicilia - 2 luglio 2018 - di Roberto Ruvolo

Chi ha seguito storicamente la vicenda e le posizioni di Gioacchino Genchi, quasi non resterà sorpreso dalle motivazioni della sentenza della Corte d’assise di Caltanissetta sul processo Borsellino Quater nella quale si parla “di uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana”. Qui l’intervista rilasciata al TGR Sicilia

Mafia: Processo Borsellino quater. Genchi: “La Barbera dominus indagini”

La Spia - 12 luglio 2016 - di Redazione

“Arnaldo La Barbera aveva carta bianca nelle indagini sulle stragi del ’92, era il dominus. Aveva delle deleghe in bianco. Poteva fare e strafare tutto quello che voleva. Trattava i giovani magistrati ma anche alcuni funzionari di polizia dall’alto verso il basso”. E’ quanto ha riferito oggi, in Corte d’Assise, al processo “Borsellino quater”, Gioacchino Genchi, esperto informatico e subito dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio, componente del pool costituito per indagare sugli attentati per poi lasciare il gruppo Falcone-Borsellino poiche’ non condivideva la gestione del falso collaboratore…

Intervista esclusiva per Notte Criminale: Gioacchino Genchi, uomo di Stato (II ed ultima parte)

Notte Criminale - 16 aprile 2011 - di Fabrizio Colarieti

In via D’Amelio, in quell’inferno, vide movimenti strani o persone sospette? Mi riferisco alla vicenda dell’agenda “rossa”, scomparsa nel nulla e mai più ritrovata, su cui Borsellino annotava tutto.   Borsellino annotava tutto quello che stava facendo, stava sentendo Gaspare Mutolo che ha parlato di Contrada, che ha parlato di Signorino. Contrada è stato condannato, Signorino dopo che l’abbiamo interrogato a Caltanissetta si è suicidato. Questo già la dice lunga. Io sono arrivato quando già l’agenda rossa era già scomparsa, è stata repertata una borsa dove c’era l’agenda, che era…

I giudici di via D’Amelio: “Non si è voluto indagare”

I tempi del massacro furono accelerati dopo l'intervista del magistrato su Dell'Utri Mangano e Berlusconi. Rivalutato Scarantino. "La vittima si era opposta alla trattativa Stato-boss". Le motivazioni della sentenza d'appello sulla strage Borsellino gettano nuove ombre: "Carenze investigative non casuali" - Resta il mistero sul ruolo dei servizi

Repubblica - 18 dicembre 2002 - di Salvo Palazzolo

Perché non si è indagato a fondo sulla strage Borsellino? Chi fermò quegli investigatori che avevano scoperto strani contatti fra i killer di via D'Amelio e una fantomatica struttura dei servizi segreti ospitata al Cerisdi? Per la prima volta, dopo dieci anni di misteri, i giudici di Caltanissetta avanzano un terribile sospetto: «I vuoti di conoscenza che tuttora permangono nella ricostruzione dell'intera operazione che portò alla strage di via D'Amelio possono essere imputati anche a carenze investigative non casuali». E non è la sola drammatica certezza che esprime la sentenza…

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