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Cosa nostra scopre gli “sms”

Allarme dei magistrati: poche strutture per intercettarli. Dalle più recenti indagini di mafia emerge che i boss si muovono agevolmente tra gli ultimi ritrovati della tecnologia, dalla posta elettronica fino alle comunicazioni con i cellulari di generazione wap. La legge non obbliga le varie compagnie telefoniche a fornire agli investigatori i servizi adeguati. Difficoltà non indifferenti sono state segnalate dal procuratore anche solo per mettere sotto controllo una linea - I diversi gestori delle reti di telefonia mobile non sono attrezzati per rispondere alle esigenze investigative

Repubblica - 15 dicembre 2000 - di Enrico Bellavia - Salvo Palazzolo

Sms e posta elettronica. Tra buchi normativi e budget limitati delle indagini i boss hanno scoperto quanto sicuri possano essere i nuovi sistemi di comunicazione. Così, dopo le tradizionali «palombelle», i bigliettini consegnati a mano tanto cari a Bernardo Provenzano, le procure antimafia di Palermo e Messina si sono imbattute in strane intercettazioni: quando i discorsi si fanno delicati, o c’è da dare un appuntamento, si preferisce usare gli short message del Gsm, o la posta elettronica. In teoria, gli ormai famosi messaggi di testo sono intercettabili: basterebbe una semplice…

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