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Il tesoro di Provenzano è caduto nella rete

Genchi, il poliziotto informatico di Palermo ha incastrato il boss di Cosa Nostra facendo “confessare” un floppy disk. Fu sempre lui che aiutò Giovanni Falcone dopo l’attentato all’Addaura

Polizia Moderna - 1 ottobre 2002 - di Lirio Abbate

I mafiosi cadono nella rete dell’informatica. Sempre più spesso la polizia impiega esperti di software e consulenti telematici che utilizzando i computer riescono a dare impulso alle indagini, contribuendo ad imprimere una svolta alle inchieste giudiziarie sui boss e latitanti mafiosi. I poliziotti agenti della squadra mobile di Palermo sono riusciti ad individuare due prestanomi del capo di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, ricercato da oltre quarant’anni. A questi due insospettabili erano intestati lussuosi locali, sistemati nella centrale via Principe di Belmonte, una strada considerata il salotto di Palermo, e adesso…

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