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Gioacchino Genchi: “Intercettazioni: siamo nell’assurdo più assoluto”

il Tabloid - 8 settembre 2020 - di Redazione

L’avvocato Gioacchino Genchi, ex poliziotto ed ex consulente informatico della Procura di Caltanissetta, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.
 
Riguardo la nuova legge sulle intercettazioni
 
“Sono quasi 40 anni che mi occupo di questa materia, la situazione è veramente preoccupante – ha affermato Genchi –. Siamo nell’assurdo più assoluto. Questa riforma è un allarme per la democrazia. È il risultato di una produzione legislativa fatta da incompetenti, persone probabilmente mai entrate in un tribunale, in una sala ascolto. Si tratta dell’utilizzo indiscriminato di strumenti che incidono sulla libertà personale, sulla comunicazione, sull’intimità di ciascuno di noi che va assolutamente salvaguardata.
 
Io non contesto l’utilizzo delle investigazioni, che sono efficaci, se vengono commessi reati è giusto che la magistratura indaghi, accerti le responsabilità e sanzioni i colpevoli. Io però so come si fanno le indagini e so quali sono i rischi che le intercettazioni a strascico comportano. Le cose che in pochi hanno considerato, anche per l’incompetenza delle opposizioni che è pari a quella della maggioranza, sono gli aspetti della garanzia della difesa. Con questa riforma ci si potrà difendere solo sulla base delle intercettazioni che la polizia giudiziaria e il pm ritengono utili.
 
Un’intercettazione giudicata non utile può essere invece determinante. Io assisto un imputato di prostituzione minorile. Questo signore aveva visto un annuncio su internet di una ragazza e l’aveva contattata per avere delle prestazioni sessuali a pagamento. Al telefono risponde un’altra ragazza, lui gli chiede se erano maggiorenni. Lui ritelefona anche il giorno successivo, risponde la ragazza e le chiede la stessa cosa che conferma che erano maggiorenni. Il giorno dopo chiama la ragazza per un appuntamento, va dalla ragazza, la polizia che lo aspettava sotto casa della ragazza lo arresta, utilizzando solo l’ultima intercettazione, quella in cui prendeva l’appuntamento. A quel punto faccio i tabulati del suo telefono, perché il pm non mi ha dato il cd con tutte le intercettazioni perché la riforma Orlando gli vieta di dare intercettazioni ritenute non rilevanti. Io però avevo i tabulati.
 
Quando però si tratta di sputtanare la gente, come abbiamo visto con Palamara, le intercettazioni anche non rilevanti vengono diffuse. La tutela della privacy sembra essere a senso unico. Con questa riforma si vuole mettere il bavaglio ai giornalisti, si vuole impedire che si occupino di vicende giudiziarie di cui la magistratura non si occupa più. Questa riforma Orlando è pessima, espone le persone a rischi incommensurabili.
 
Se io vado a cinturare un intero tratto di mare con la rete a strascico, con quella prendo tutti i pesci, piccoli e grandi, tutelati o no. Ognuno ha il diritto costituzionale alla privacy. Con i trojan si sente anche chi non si deve sentire, questo è il punto. Questa riforma è sbagliata e creerà tante vittime. Penso che questa riforma finirà per colpire quelli che l’hanno fatta, come è successo col Covid a quelli che lo negavano. Chi d’intercettazione ferisce, di intercettazione perisce”.
 
Fonte Radio Cusano Campus