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Palermo, dopo più di due anni ai domiciliari è assolto dalle accuse di violenza su minori e pedopornografia: “Fu scambio di persona”

il Fatto Quotidiano - 24 maggio 2024 - di Paolo Frosina

  Ha trascorso oltre due anni e tre mesi in custodia cautelare ai domiciliari con accuse pesantissime: aver violentato due ragazzine di 16 e 15 anni e aver conservato sul cellulare video hard ritraenti minorenni. Ora, a più di cinque anni dall’arresto, la Corte d’Appello ha confermato la sua totale assoluzione, riconoscendo che si è trattato di un clamoroso scambio di persona. Protagonista della vicenda giudiziaria è Ignazio Majolino, 52enne bidello di Palermo imputato di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico: la mattina del 19 aprile del 2019, l’uomo, praticamente incensurato (a suo carico solo un piccolo precedente per violazione della normativa sugli oli minerali)…

Violenza sessuale, bidello di nuovo assolto

Ignazio Majolino era stato due anni e tre mesi ai domiciliari: lo "salva" il cellulare

Giornale di Sicilia - 24 maggio 2024 - di Redazione

  Era imputato di violenza sessuale pluriaggravata ai danni di due minorenni e di detenzione di file pedopornografici, ma un bidello di 52 anni, Ignazio Majolino, è stato assolto anche dalla Corte d’appello. L’uomo aveva subito oltre due anni e tre mesi di arresti domiciliari. La sentenza è della terza sezione della Corte, presieduta da Dario Gallo, a latere Fabrizio Anfuso e Marcella Ferrara: contro l’imputato, già scagionato in primo grado dal tribunale, il 21 luglio di tre anni fa, c’era stato il ricorso da parte della Procura.   Nel…

Imputato di violenza sessuale pluri aggravata ai danni di due minorenni e di detenzione di file pedopornografici, assolto anche in appello

L’uomo aveva subito oltre due anni e tre mesi di custodia cautelare.

La Valle dei Templi - 23 maggio 2024 - di Redazione

Avvocato Gioacchino Genchi Un castello di accuse, dalla violenza sessuale alla detenzione di materiale pedopornografico, che hanno costretto un uomo agli arresti domiciliari per oltre due anni e mezzo. Tutto però è crollato come neve al sole anche nel secondo grado di giudizio. La terza sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Dario Gallo, a latere Fabrizio Anfuso e Marcella Ferrara, ha rigettato l’appello della Procura della Repubblica di Palermo, confermando la sentenza della Seconda Sezione del Tribunale di Palermo, che il 21 luglio 2021 aveva assolto da…

Genchi il consulente infallibile collezionista d’assoluzioni

Zero Zero News - 16 maggio 2024 - di Redazione

  Ennesima assoluzione Gioacchino Genchi, ex funzionario di Polizia considerato uno dei più esperti periti informatici in campo internazionale.   La prima sezione della Corte di Appello di Palermo, presieduta  da Adriana Piras, ha confermato la sentenza emessa nel 2022 dalla Quinta sezione del Tribunale, che ha assolto l’ex poliziotto, già consulente delle più importanti Procure italiane, “perché il fatto non costituisce reato”, dalle accuse di trattamento illecito di dati e abuso d’ufficio.   Gioacchino Genchi non ha dunque violato i dati personali dell’ex vice procuratore nazionale antimafia Alberto Cisterna acquisendo…

Gioacchino Genchi, confermata l’assoluzione dell’ex consulente di De Magistris: “Legittima l’acquisizione dei tabulati del pm Cisterna”

il Fatto Quotidiano - 16 maggio 2024 - di Redazione

  Gioacchino Genchi non ha violato i dati personali dell’ex viceprocuratore nazionale antimafia Alberto Cisterna acquisendo i suoi tabulati telefonici quando era consulente informatico di Luigi de Magistris. E non ha commesso nessun reato rendendo nota la rete di rapporti del magistrato nel libro-intervista “Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato”. La prima sezione della Corte di Appello di Palermo (presidente Adriana Piras) ha confermato la sentenza emessa nel 2022 della Quinta sezione del Tribunale, che ha assolto l’ex poliziotto, già consulente delle più importanti Procure italiane, dalle accuse di trattamento illecito di dati e abuso d’ufficio “perché il…

Gli incontri senza telefoni? Anche al Csm

Gli indagati del caso Toti volevano evitare le intercettazioni. Come fecero Ermini e Davigo

il Giornale - 14 maggio 2024 - di Felice Manti

  Finita l'abbuffata delle intercettazioni, smaltita la sbornia per le suggestive ipotesi giudiziarie, nell'inchiesta sul governatore della Liguria Giovanni Toti a essere «processate» sono anche le fotografie e le intenzioni. Ieri il Corriere della Sera ha pubblicato l'immagine dei telefonini di Paolo Signorini, il presidente dell'Autorità portuale di Genova, dell'imprenditore Aldo Spinelli e del figlio «depositati all'esterno del loro yacht». «Un'accortezza precauzionale» - scrive il Corriere - per «evitare che potessero essere intercettati i colloqui riservatissimi in coperta», rivelati in realtà dalle microspie piazzate a bordo dalla Finanza.   Se…

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