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Caso affidi, depositate le nuove chat. Domani l’interrogatorio di Santini

Conclusa la perizia tecnica sullo smartphone consegnato spontaneamente dall'ex collaboratore di Ricci. Per l'avvocato Genchi "il problema è la concreta utilizzabilità dei dialoghi con l'ex sindaco"

Corriere Adriatico - 14 gennaio 2026 - di Luigi Benelli


 
Caso affidi, depositato ai legali il deposito sulla perizia tecnica sui cellulari e dispositivi di Massimiliano Santini. E giovedì un nuovo interrogatorio. L’avvocato di Massimiliano Santini, Gioacchino Genchi, dopo l’interrogatorio dello scorso agosto, aveva espressamente chiesto di procedere a nuovi accertamenti sull’iPhone 14 Pro Max del suo assistito, spontaneamente consegnato.
 

 
Le ricerche

A metà ottobre era stato nominato il consulente, l’ingegnere Marco Tinti, incaricato di recuperare i contenuti multimediali ed eventuali conversazioni intercorse tra l’indagato e gli altri coindagati nella piattaforma Whatsappa business con l’account dismesso e cancellato, i cui backup potrebbero rinvenirsi nello spazio iCloud di Apple, collegato all’AppleID in uso a Santini. Ieri la notifica del deposito della perizia, di cui gli avvocati dei 25 indagati potranno estrarre copia. Chat, messaggi, mail, tutte scandagliate per chiarire altri aspetti delle indagini. Santini sarà sentito giovedì e l’avvocato Genchi sottolinea: “Aspetto di leggere la relazione depositata, ma sono certo che il nuovo consulente del pm, che conosco per la sua bravura, avrà sicuramente fatto un ottimo lavoro”. E anticipa un altro tema. “Il problema più rilevante, adesso, è la concreta utilizzabilità delle chat con il parlamentare europeo Ricci, ove non dovesse essere autorizzata l’utilizzazione dal Parlamento Europeo”.
 
Le accuse

L’ex collaboratore dell’allora sindaco Matteo Ricci, è indagato per corruzione in concorso con lo stesso Ricci e Stefano Esposto, presidente delle associazioni Opera Maestra e Stella Polare, destinatarie di affidi diretti da parte del Comune per oltre 500 mila euro. Nell’ipotesi accusatoria Santini avrebbe ricevuto bonifici per 106.924 euro da Opera Maestra. Tra questi 45 mila euro per l’utilizzo marchio e gestione format evento Palio del Bracieri. Vengono contestati 57.172 euro di spese sostenute da Opera Maestra in favore di Santini per finalità personali.
 
La posizione di Ricci

Il nome di Ricci era emerso solo a luglio, in piena campagna elettorale. Per lui si parla di “utilità non patrimoniali” attraverso “la realizzazione con modalità illegittime” di iniziative di grande richiamo (dal cascone di Valentino Rossi al murale di Liliana Segre, passando per il Palio dei Bracieri e ad altre iniziative) volte ad ottenere “un rilevante beneficio in termini di accresciuta popolarità e consenso”. Si attende di conoscere quello che Santini andrà a dichiarare in interrogatorio. Il passo successivo sarà quello dell’avviso della chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio.