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Le falle. L’esperto informatico Carmelo Miano ha raccontato i tanti buchi nei sistemi informatici della giustizia italiana In gran segreto, da tempo, la Procura di Napoli sta svolgendo verifiche su una serie di presunte intromissioni in pc istituzionali e forze dell’ordine, compresa la Polizia di Stato. Sono accertamenti che nascono dalle rivelazioni di un informatico molto preparato, Carmelo Miano, che in passato è stato accusato proprio dai magistrati partenopei di aver violato i sistemi informatici del ministero della Giustizia per leggere, consultando anche le email di alcuni magistrati, atti…
Dal 2019 - primo governo di Giuseppe Conte - i magistrati sarebbero stati spiati da remoto attraverso un software inoculato nei loro pc dai tecnici del ministero della Giustizia, all’insaputa (naturalmente...) dell’allora ministro M5s Alfonso Bonafede. Una sorta di Grande fratello nato con M5s al potere, capace di scrutare nei segreti delle Procure, quello scoperto da Report grazie a un magistrato piemontese che l’avrebbe denunciato. Tanto basta per scatenare l’ennesima tempesta sul governo di Giorgia Meloni e sul Guardasigilli Carlo Nordio, che accusa Sigfrido Ranucci di aver imbastito «accuse surreali».…
Nicola Gratteri, i pc fornitigli dal ministero della Giustizia, non li ha mai usati: “Il computer che mi hanno dato è un soprammobile sulla mia scrivania. Utilizzo cose che compro io. Sul mio telefonino non c’è nessuna app, non ho il localizzatore”. Il procuratore capo di Napoli non ha mai conservato documenti segreti e delicati sui dispositivi di Via Arenula. E non lo faceva neanche prima che la sua mail istituzionale fosse hackerata. Perché le rivelazioni di Report sul rischio di una possibile intromissione nei sistemi informatici delle procure…
https://www.youtube.com/live/T73ciNQZbPQ Oggi, nella rubrica “Auto da fé”, in cui si discutono di temi di attualità, di economia e di geopolitica, Giulio Cainarca ragiona di cybersicurezza con Gioacchino Genchi: super-esperto della materia, poliziotto aggregato nel 1993 al gruppo investigativo “Falcone-Borsellino” che si occupò delle indagini sulle stragi di Capaci e di via D’Amelio, negli ultimi trent’anni è passato, a vario titolo, attraverso le vicende del nostro Paese in cui è stato centrale il tema della trasmissione, l’intercettazione e la sicurezza dei dati. Dal 2016 svolge la professione di avvocato e…
L’hacker gelese Carmelo Miano, mentre era sotto indagine, avrebbe offerto le sue competenze all’Fbi, «in importanti investigazioni internazionali», all’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) e alla stessa polizia postale, che poi lo ha arrestato, nell’ambito dell’indagine della procura di Napoli sulle violazioni del sistema informatico del ministero della Giustizia. Ad affermarlo, nella memoria presentata ai giudici del Riesame di Napoli, è l'avvocato palermitano Gioacchino Genchi, legale del ventiquattrenne. Il quale era anche in possesso di ben 46 password di altrettanti magistrati inquirenti, tra cui quelle dei procuratori di Perugia e…
Li teneva in scacco tutti. Aveva l’accesso alle comunicazioni di tutti i dipendenti del ministero della giustizia - e non parliamo solo di magistrati - mentre era riuscito ad impossessarsi anche di un altro patrimonio di informazioni: aveva le password di ben 46 pm italiani, tra cui i quelle del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, del procuratore di Perugia, il magistrato partenopeo Raffaele Cantone; del procuratore di Firenze, Filippo Spiezia, mentre aveva il controllo dell’accesso alla posta elettronica di decine di pm della Procura di Torino. Un pozzo senza fondo,…
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