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Napoli, inchiesta sugli hacker. Il sospetto: bucata la Polizia

INDAGINE. La Procura svolge in segreto verifiche sui filoni nati dalle rivelazioni di Miano, in passato accusato di aver violato le mail dei pm. GLI ACCESSI PURE NELLA RETE DELLA FINANZA

il Fatto Quotidiano - 25 gennaio 2026 - di Valeria Pacelli

Le falle. L’esperto informatico Carmelo Miano ha raccontato i tanti buchi nei sistemi informatici della giustizia italiana   In gran segreto, da tempo, la Procura di Napoli sta svolgendo verifiche su una serie di presunte intromissioni in pc istituzionali e forze dell’ordine, compresa la Polizia di Stato. Sono accertamenti che nascono dalle rivelazioni di un informatico molto preparato, Carmelo Miano, che in passato è stato accusato proprio dai magistrati partenopei di aver violato i sistemi informatici del ministero della Giustizia per leggere, consultando anche le email di alcuni magistrati, atti…

Report: il governo spia le toghe. Ma il software è dell’era Conte

Ranucci anticipa l’inchiesta sui magistrati monitorati attraverso i loro computer. Nordio smonta tutto: «Accuse surreali, sistema di sicurezza in uso dal 2019»

il Giornale - 22 gennaio 2026 - di Felice Manti

Dal 2019 - primo governo di Giuseppe Conte - i magistrati sarebbero stati spiati da remoto attraverso un software inoculato nei loro pc dai tecnici del ministero della Giustizia, all’insaputa (naturalmente...) dell’allora ministro M5s Alfonso Bonafede. Una sorta di Grande fratello nato con M5s al potere, capace di scrutare nei segreti delle Procure, quello scoperto da Report grazie a un magistrato piemontese che l’avrebbe denunciato. Tanto basta per scatenare l’ennesima tempesta sul governo di Giorgia Meloni e sul Guardasigilli Carlo Nordio, che accusa Sigfrido Ranucci di aver imbastito «accuse surreali».…

Dal caso Miano nulla è cambiato: “Reti colabrodo”

Via Arenula: “Qualche intervento c’è stato”. Genchi: “L’accesso a terzi non è limitato

il Fatto Quotidiano - 22 gennaio 2026 - di Valeria Pacelli

  Nicola Gratteri, i pc fornitigli dal ministero della Giustizia, non li ha mai usati: “Il computer che mi hanno dato è un soprammobile sulla mia scrivania. Utilizzo cose che compro io. Sul mio telefonino non c’è nessuna app, non ho il localizzatore”. Il procuratore capo di Napoli non ha mai conservato documenti segreti e delicati sui dispositivi di Via Arenula. E non lo faceva neanche prima che la sua mail istituzionale fosse hackerata. Perché le rivelazioni di Report sul rischio di una possibile intromissione nei sistemi informatici delle procure…

LO SPIONAGGIO METTERÀ IN GINOCCHIO LO STATO?

Ne parliamo con l'avvocato Gioacchino Genchi

Radio Libertà - Auto da fè - 29 ottobre 2024 - di Giulio Cainarca

https://www.youtube.com/live/T73ciNQZbPQ Oggi, nella rubrica “Auto da fé”, in cui si discutono di temi di attualità, di economia e di geopolitica, Giulio Cainarca ragiona di cybersicurezza con Gioacchino Genchi: super-esperto della materia, poliziotto aggregato nel 1993 al gruppo investigativo “Falcone-Borsellino” che si occupò delle indagini sulle stragi di Capaci e di via D’Amelio, negli ultimi trent’anni è passato, a vario titolo, attraverso le vicende del nostro Paese in cui è stato centrale il tema della trasmissione, l’intercettazione e la sicurezza dei dati.   Dal 2016 svolge la professione di avvocato e…

L’hacker aveva collaborato con l’Fbi

Lo dice la difesa del giovane di Gela: «Il tutto mentre era indagato»

Giornale di Sicilia - 17 ottobre 2024 - di Donata Calabrese

L’hacker gelese Carmelo Miano, mentre era sotto indagine, avrebbe offerto le sue competenze all’Fbi, «in importanti investigazioni internazionali», all’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) e alla stessa polizia postale, che poi lo ha arrestato, nell’ambito dell’indagine della procura di Napoli sulle violazioni del sistema informatico del ministero della Giustizia. Ad affermarlo, nella memoria presentata ai giudici del Riesame di Napoli, è l'avvocato palermitano Gioacchino Genchi, legale del ventiquattrenne. Il quale era anche in possesso di ben 46 password di altrettanti magistrati inquirenti, tra cui quelle dei procuratori di Perugia e…

Nel pc dell’hacker di Roma le password di 46 pm. Tra loro anche Cantone

Spiati il procuratore di Napoli Gratteri e quello di Firenze Spiezia. Il 23enne che ha violato i server del ministero della Giustizia si era offerto di collaborare con Fbi e Aisi. NEL SUO PORTAFOGLIO ELETTRONICO 2 MILIONI IN CRIPTOVALUTE. IL MAGISTRATO PERUGINO: «INQUIETATO DALLA RICOSTRUZIONE»

Il Messaggero - 17 ottobre 2024 - di Leandro Del Gaudio

Li teneva in scacco tutti. Aveva l’accesso alle comunicazioni di tutti i dipendenti del ministero della giustizia - e non parliamo solo di magistrati - mentre era riuscito ad impossessarsi anche di un altro patrimonio di informazioni: aveva le password di ben 46 pm italiani, tra cui i quelle del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, del procuratore di Perugia, il magistrato partenopeo Raffaele Cantone; del procuratore di Firenze, Filippo Spiezia, mentre aveva il controllo dell’accesso alla posta elettronica di decine di pm della Procura di Torino. Un pozzo senza fondo,…

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