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Rete di pirati informatici al servizio di Cosa nostra

Un perito ha svelato trattative e contatti con i boss. Il gruppo aveva contatti in Europa, il software veniva dall'Inghilterra. Chiesto il giudizio per 31 imputati - Una schiera di tecnici pronti a fornire cellulari clonati e consulenze

Repubblica - 19 gennaio 2000 - di Salvo Palazzolo

Tutto quello che non hanno saputo dire i pentiti sui retroscena ancora oscuri della strage di Capaci, lo svelano i cellulari utilizzati dai boss durante quei giorni del maggio ’92: Cosa nostra si rivolse ad una stranissima agenzia del crimine elettronico che assicurò comunicazioni «sicure» attraverso telefonini clonati. La procura di Palermo ha adesso completato le indagini su questo gruppo formato da una trentina di persone e ha scoperto che dei suoi servizi non beneficiavano soltanto i boss: nei primi anni Novanta i segni dei cellulari clonati che portano un’inconfondibile…

A PALERMO CONTROLLATO IL TELEFONO DEL PREFETTO

Il Sole 24 Ore - 6 febbraio 1996 - di Vincenzo Morgante

PALERMO - <Io ritengo che in questo caso si tratta di sola clonazione. Almeno me lo auguro>. Il prefetto di Palermo, Achille Serra, cerca di ridimensionare il clamore suscitato dalla notizia che il suo telefono cellulare risulta tra quelli clonati e mette in guardia <da chi semina il panico facendo credere che il Paese sia sotto controllo>. Ad accorgersi che qualcosa non andava per il verso giusto è stato proprio lo stesso Serra. Spesso il suo apparecchio era disturbato dalle interferenze e altre volte la linea risultava occupata nonostante il…