CONTATTA LO STUDIO
Pbx con ricerca automatica: 0692959901

WhatsApp: +39 335238128

Telegram: @gioacchinogenchi

Tanto Cirami per nulla

Dopo la pronuncia della Corte di cassazione. Per Silvio Berlusconi gravi problemi sul fronte Nord: se sarà condannato a Milano, la Mondadori... E gravi problemi sul fronte Sud: le rivelazioni di Nino Giuffré, l’ultima sentenza sulla strage in cui morì Borsellino...

Diario - 31 gennaio 2003 - di Gianni Barbacetto

MILANO. Gli è andata male. È andata proprio male a Cesare Previti, l’Avvocato, e a Silvio Berlusconi, il Cliente. Un anno di lavoro, sedute parlamentari a tempi contingentati, leggi su misura, con conseguente indignazione nel Paese e nascita di un nuovo movimento. E, alla fine, una sentenza della Suprema corte di cassazione rende tutto vano: i processi di Milano resteranno a Milano. Tra qualche settimana terminerà quello che ha come imputato Previti, tra qualche mese quello che vede alla sbarra anche Berlusconi. Se le sentenze saranno di condanna, l’Italia sperimenterà…

Mafia: Giuffrè; telefonate a politici e dipendenti regionali

Ansa - 10 ottobre 2002 - di Redazione

PALERMO - Dall'esame dei tabulati del telefonino in uso al boss di Caccamo Antonino Giuffrè, adesso pentito, sarebbero emersi numerosi collegamenti con politici, dipendenti regionali e imprenditori. Il collaboratore, nella sua prima apparizione in aula nel processo per l'omicidio di Giuseppe e Salvatore Sceusa, ha detto di aver utilizzato nel giugno 1991 un telefonino cellulare ''intestato a tale Battaglia'', un pregiudicato di Caccamo. Dall'esame dei tabulati dell'utenza telefonica intestata a Battaglia, emerso nel processo in cui sono imputati il deputato nazionale Gaspare Giudice (Fi) e l'imprenditore Giuseppe Panzeca, si evince…

MAFIA: CACCIA INFORMATICA AL TESORO DI PROVENZANO

Ansa - 3 ottobre 2002 - di Giuseppe Lo Bianco

PALERMO - Quelle vetrine luccicanti nel salotto buono di Palermo con gli ultimi modelli di cellulari esposti accanto a modellini Ferrari, in realtà erano di Bernardo Provenzano, il boss dei boss, latitante da 40 anni. E' suo, infatti, l'immobile di centinaia di metri quadri in via Principe di Belmonte, affittato ad una società di informatica attraverso un prestanome, che ospita uno dei centri di assistenza e vendita al dettaglio più noti della città. Lo ha scoperto Gioacchino Genchi, il superpoliziotto consulente informatico della Procura di Palermo, scavando tra i segreti…