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Palazzo dei Normanni, sedici studenti siciliani ricevono il Premio Nazionale per la Legalità

Parteciperà alla cerimonia l'avvocato Gioacchino Genchi

Siciliaunonews - 2 aprile 2019 - di Ambra Drago

Il 5 aprile alle ore 9,30 nella Sala Mattarella del Palazzo Reale, si svolgerà la cerimonia di chiusura presieduta dal Governatore del Rotary Distretto 2110 Giombattista Sallemi che ha siglato a maggio un protocollo d’intesa con l’Assessore Roberto Lagalla che introdurrà l’incontro. Ci saranno i sedici giovani siciliani e vincitori nel Concorso nazionale patrocinato da tutti i Distretti italiani del Rotary International per la “Legalità e Cultura dell’Etica” e che ha visto una partecipazione complessiva a livello nazionale di 2000 concorrenti.

Il tema scelto per l’anno è “Il rispetto della persona, con l’educazione ai valori ed ai sentimenti, come contrasto alla violenza e alla violazione dei diritti umani”. Nella consapevolezza che non si può agire per la legalità prescindendo dalla cultura dell’etica, il Rotary ha rivolto la propria azione verso le nuove generazioni. Alla cerimonia palermitana parteciperanno l’avvocato penalista Gioacchino Genchi già poliziotto e consulente della Procura, la Signora Lidia Vivoli testimone e vittima di violenza di genere.

Questo incontro è successivo a quello che ha visto i sedici giovani protagonisti lo scorso 29 marzo a Roma con una cerimonia che si è svolta nella Biblioteca Nazionale con la partecipazione, fra gli altri, del premio Nobel per la Pace Abdelaziz Essid, del Generale in Congedo dell’Arma dei Carabinieri già comandante del Ris di Parma Luciano Garofano.

Gli studenti siciliani (universitari, studenti di istituti superiori e scuole medie) si sono qualificati fra oltre duemila concorrenti provenienti da tutte le regioni. I giovani concorrenti hanno partecipato, attraverso elaborati scritti, cortometraggi, scatti fotografici o manifesti. Alcuni hanno privilegiato le problematiche inerenti le migrazioni e l’integrazione culturale; altri la violenza di genere o endofamiliare; altri si sono occupati delle restrizioni della libertà in applicazione della pena; altri ancora si sono soffermati sul ruolo della educazione e della cultura per il rispetto dei diritti altrui.