CONTATTA LO STUDIO
Pbx con ricerca automatica: 0692959901

WhatsApp: +39 335238128

Telegram: @gioacchinogenchi

I segreti di Affidopoli. Isolati 321 messaggi e file. Oggi la verità di Santini

L'ex braccio destro di Ricci di nuovo in Procura: faro sulle perizie telefoniche. Si tratta delle chat relative a un secondo profilo WhatsApp usato per lavoro. Accantonato ciò che riguarda l'europarlamentare, protetto da immunità

il Resto del Carlino - Pesaro - 15 gennaio 2026 - di Antonella Marchionni

Matteo Ricci e Massimiliano Santini ai tempi della loro collaborazione

 
C’è un tesoretto di 321 “segreti digitali”, messaggi e altri file, che la Procura ha deciso di guardare uno per uno.
 
Ed è attorno a questo perimetro che Massimiliano Santini viene nuovamente interrogato dal pubblico ministero, dopo un primo confronto avvenuto lo scorso luglio. Ciò che conta davvero, per la Procura, si riassume in questi numeri: 321 elementi di interesse, pescati da 19 fonti digitali diverse e ordinati in 19 report. È questo il cuore della relazione tecnica dell’ingegner Marco Tinti, consulente tecnico della Procura, depositata agli atti.
 
Per capire come si arriva a questa selezione bisogna tornare indietro. La storia dell’iPhone di Santini parte nel settembre 2024, quando la polizia giudiziaria, su delega della Procura di Pesaro, esegue una perquisizione informatica sul telefono dell’ex collaboratore di Matteo Ricci, un iPhone 14 Pro Max. L’operazione, svolta con il supporto di un primo consulente tecnico, porta all’estrazione di una copia forense del dispositivo e anche al recupero di file cancellati. La relazione tecnica viene depositata nell’ottobre successivo. Ma la partita non si chiude lì.
 
Dopo l’interrogatorio dell’11 agosto 2025, Santini, tramite il suo avvocato Gioacchino Genchi, presenta un’istanza per svolgere ulteriori indagini sullo stesso telefono. Il pubblico ministero, come risulta dagli atti, dispone nuovi accertamenti tecnici, ritenendo rilevante approfondire la presenza di un secondo profilo WhatsApp, diverso da quello attivo al momento della perquisizione del 2024. Si tratta di un profilo WhatsApp Business dismesso, associato a un’utenza diversa e utilizzato, secondo la difesa, per l’attività lavorativa negli anni oggetto delle imputazioni.
 
Il 13 agosto 2025 Santini consegna spontaneamente agli inquirenti lo stesso iPhone, nel frattempo dotato di una nuova sim, insieme alla vecchia scheda telefonica. Entrambi vengono sottoposti a sequestro probatorio. L’obiettivo dichiarato della Procura è verificare se sia possibile recuperare contenuti multimediali e conversazioni legate al profilo WhatsApp Business cancellato, i cui backup potrebbero trovarsi nello spazio iCloud Apple collegato all’account in uso a Santini. Contenuti che, per gli inquirenti, potrebbero essere utili a ricostruire il ruolo dell’ex collaboratore di Ricci nella gestione degli affidamenti comunali, dalle determine sugli eventi alle opere finanziate negli anni contestati.
 
E’ in questa fase che la Procura ha affidato un nuovo incarico di consulenza tecnica il 14 ottobre scorso e che è stato scandito in tre passaggi: estrazione della copia forense di iCloud, estrazione e indicizzazione del telefono sequestrato, ed eventuale confronto con i dati già acquisiti nel 2024 sullo stesso dispositivo.
 
Il mandato impone anche paletti molto rigidi. Se durante le operazioni emergono comunicazioni (email, sms, WhatsApp o simili) che coinvolgono il parlamentare europeo Matteo Ricci, il consulente deve avvisare immediatamente l’autorità giudiziaria e interrompere l’analisi, in applicazione delle garanzie costituzionali.
 
Il 23 novembre 2025 l’incarico viene ulteriormente integrato: la Procura chiede che i dati vengano organizzati in report distinti, in doppio esemplare, e che da questi siano espunte tutte le comunicazioni riconducibili a Ricci, comprese quelle presenti in chat di gruppo o legate ad account istituzionali. Le copie intermedie vengono custodite in Procura, con certificazione finale sulla catena di custodia. Il risultato è una mappa chiara ed è su questo terreno che oggi si muove l’indagine.