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“Il depistaggio su Borsellino mostra il nostro Stato debole”

AURELIO GRIMALDI - Il regista e la cronaca. "I miei film non parlano di misteri irrisolti, raccontano fatti. Mi documento, ma non sul web"

il Fatto Quotidiano - 8 giugno 2024 - di Giuseppe Lo Bianco

  L'ultimo ciak è quello buono, lungo il corridoio del carcere mandamentale di Gangi il procuratore Lari (l'attore Andrea Tidona) e il suo sostituto si apprestano a interrogare Scarantino, Candura e Andriotta. È il disvelamento del "depistaggio più grande della storia italiana", e la scena si chiude con la voce fuori campo del procuratore: "Mi raccomando la videoregistrazione". "È un escamotage di sceneggiatura per lanciare i video", spiega il regista Aurelio Grimaldi, seduto in pausa pranzo a mille metri di altezza sulle Madonie, nel "borgo più bello d'Italia". "Dovevamo girare…

Genchi rivela: “La Barbera e quelle armi manipolate del pentito”

Adnkronos - 10 febbraio 2024 - di Elvira Terranova

  La rivelazione arriva a inizio udienza quando, per la prima volta, Gioacchino Genchi, ex vicequestore aggiunto della Questura di Palermo, per un periodo stretto collaboratore di Arnaldo La Barbera, e oggi avvocato penalista, ricorda un retroscena inedito, mai raccontato fino ad oggi. Un episodio che sarebbe avvenuto nel 1989, dopo l'arresto del pentito di mafia Totuccio Contorno, che era tornato a sparare e fu accusato, da una lettera anonima inviata all'epoca all'Alto Commissariato antimafia, di essere un 'killer di Stato'. "Mi ricordo che La Barbera mi parlò di armi…

Show giustizialista nelle cerimonie per Borsellino. L’obiettivo finale? Sempre il governo

Sul cadavere di Paolo Borsellino si consuma lo scontro tra il governo di Giorgia Meloni e la magistratura siciliana

il Giornale - 20 luglio 2023 - di Felice Manti

Sul cadavere di Paolo Borsellino si consuma lo scontro tra il governo di Giorgia Meloni e la magistratura siciliana, incapace di scovare la verità sulla morte del giudice saltato in aria in Via D'Amelio il 19 luglio del 1992. «Un fatto intollerabile», tuona il presidente del Tribunale di Marsala Vito Marcello Saladino alla commemorazione. «Ci fu un'unica strategia non solo opera di Cosa Nostra. Dopo 31 anni verità e giustizia», chiede su Twitter il responsabile Informazione del Pd Sandro Ruotolo.   Verità, certo. Ma a chi? Alla Meloni appena quindicenne…

OLTRE ALL’AGENDA ROSSA, È SPARITO ANCHE IL TABULATO DELLE CHIAMATE RICEVUTE DA PAOLO BORSELLINO SUL SUO CELLULARE

DALL'INCHIESTA SUL DEPISTAGGIO PER LA STRAGE DI VIA D'AMELIO EMERGE CHE NON C'È TRACCIA DEL DOCUMENTO SUL TRAFFICO TELEFONICO DEL MAGISTRATO UCCISO DALLA MAFIA. E PER I GIUDICI QUESTO “HA INDUBBIAMENTE SOTTRATTO IMPORTANTI PISTE INVESTIGATIVE” – A SEGNALARE L'ANOMALIA FU PER PRIMO GIOACCHINO GENCHI…

Dagospia - 20 luglio 2023 - di Redazione

(ANSA) - Nell'inchiesta sul depistaggio per la strage di via d'Amelio non c'è solo il mistero della scomparsa della famosa agenda rossa nella quale Paolo Borsellino annotava i suoi spunti di lavoro. Negli atti del procedimento, concluso il 12 luglio 2022, non c'è traccia di un altro importante elemento: il tabulato delle chiamate in entrata del cellulare di Borsellino.   Il caso è ricostruito, e ora ripreso dal Sole 24 Ore, nella parte conclusiva delle motivazioni della sentenza con la quale due poliziotti della squadra investigativa "Falcone-Borsellino" sono stati prescritti…

Processo Agostino, Genchi: “Accertai che il telefono di Scotto chiamava Castello Utveggio”

Dagli accertamenti sui fratelli Scotto allo scontro con La Barbera per la fretta di chiudere le indagini su via d’Amelio, parla l’ex consulente informatico

Antimafia Duemila - 11 marzo 2023 - di Karim El Sadi

Gaetano Scotto, boss dell’Acquasanta, imputato per l’omicidio del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, avrebbe chiamato, nei mesi precedenti alla strage di via d’Amelio, al telefono di Castello Utveggio, da dove un tempo si ipotizzava fosse stato premuto il telecomando che azionò l’autobomba che uccise Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta il 19 luglio 1992. A sostenerlo è Gioacchino Genchi, oggi avvocato, ex poliziotto ed ex esperto informatico più volte chiamato a collaborare da diverse Procure in delicate indagini. Genchi è stato sentito ieri dall’avvocato di parte civile Fabio Repici nell’ambito del processo sull’omicidio Agostino…

Ex poliziotto: “Quando Elisabetta insistette per andare a Capaci”

Adnkronos - 9 settembre 2022 - di Elvira Terranova

"Ricordo perfettamente quei momenti convulsi, quando, pochi giorni dopo la strage di Capaci, chiamò in Questura la Prefettura dicendo che avevano fatto sapere dal Ministero degli Esteri che la Regina Elisabetta voleva recarsi personalmente sul luogo della strage. Noi cercammo in tutti i modi di sconsigliare quella visita. Ma non ci fu nulla da fare. Volle andarci". A raccontare all'Adnkronos questo aneddoto è Gioacchino Genchi, ex vicequestore aggiunto, oggi avvocato, che il 28 maggio del 1992 organizzò, con la Prefettura, la visita della Regina Elisabetta sul luogo della strage di…

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