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Criminalità: attentato a imprenditore, confermati arresti

Ansa - 9 agosto 2002 - di Redazione

PALERMO - Il tribunale del riesame di Messina ha confermato le ordinanze di custodia del gip contro Giuseppe Scarpari e Rocco Scarpari, padre e figlio, di Varapodio (Reggio Calabria) accusati di avere piazzato, il 7 gennaio 2002, un ordigno dinamitardo che distrusse l'autovettura dell'imprenditore Luciano Milio, scaraventata sull'ingresso della villa di Capo d'Orlando (Messina). Secondo l'accusa, alla base del contrasto col Milio una presunta estorsione di alcuni miliardi per contributi comunitari che il Milio avrebbe incassato non distribuendoli ai ''calabresi'', che già avevano puntato gli occhi sui lauti introiti dell'imprenditore…

ESTORSIONI: NEL MIRINO ATTENTATORI CONTRIBUTI AGRUMICOLI

Ansa - 17 luglio 2002 - di Redazione

PALERMO - Era da poco passata mezzanotte del 7 gennaio 2002 quando un ordigno ad alto potenziale distruggeva l'autovettura dell'imprenditore Luciano Milio, sistemata davanti la sua villa di contrada San Gregorio a Capo d'Orlando. La potenza dell'esplosivo utilizzato aveva scaraventato l'automobile davanti l'ingresso della casa e l'attentato si sarebbe potuto trasformare in una strage se qualcuno dei familiari di Milio si fosse trovato a transitare sul patio. Oggi la Squadra Mobile di Messina e gli agenti del Commissariato di Capo d'Orlando hanno arrestato gli autori di questo episodio. L'attentato dello…

ATTENTATO E MINACCE A IMPRENDITORE MESSINESE, UN ARRESTO

Ansa - 25 maggio 2002 - di Redazione

MESSINA - Gli affari miliardari che ruotano attorno alla raccolta agrumicola nel messinese sarebbero al centro dell'inchiesta sull'attentato all'imprenditore agricolo Luciano Milio avvenuto l'8 gennaio scorso a Capo D'Orlando. Per questa vicenda la polizia ha arrestato oggi l'incensurato Rocco Bonina, 24 anni, impiegato in un'azienda agricola. Il provvedimento è stato firmato dal gip del tribunale di Patti, su richiesta del sostituto procuratore Antonino Nastasi. Secondo l'accusa, Bonina avrebbe piazzato un chilo e trecento grammi di esplosivo nell'automobile di Milio per indurlo a pagare tre miliardi di lire a Giuseppe Scarpari,…

Superlatitante incastrato dal cellulare

Inseguimento e sparatoria, mafioso in trappola a Messina, i carabinieri lo hanno ferito a un gluteo. Ha già scontato cinque anni di manicomio giudiziario per l'omicidio della moglie - Antonino Anastasi, esponente della cosca di Milazzo, individuato con una complessa indagine sulle telefonate

Repubblica - 28 marzo 2002 - di Redazione

MESSINA - Come già in passato, ha provato a vendere cara la propria pelle. È fuggito, inseguito dai carabinieri. Questa volta non ha sparato. Lo hanno però colpito i militari centrandolo a un gluteo. Solo allora si è arreso. Lui è Antonino Anastasi, 45 anni, latitante per mafia ed estorsione. Cantieri edili e negozianti di Villafranca e Spatafora il suo ramo di attività. Estorsioni a raffica per conto del boss Michele Ilacqua, considerato il ras della zona di Milazzo, a capo di un clan individuato e decapitato a dicembre scorso…

MAFIA: LATITANTE ARRESTATO DA CARABINIERI A MESSINA

Ansa - 27 marzo 2002 - di Redazione

PALERMO - I carabinieri di Messina hanno arrestato il latitante Antonino Anastasi, 45 anni, ricercato percheé accusato di associazione mafiosa ed estorsione. L'uomo è stato bloccato dopo un inseguimento. I militari hanno esploso alcuni colpi di pistola, uno dei quali ha ferito Anastasi ad un gluteo. Le condizioni di salute del latitante non sono gravi. Antonino Anastasi, ricercato dal dicembre di tre anni fa, ha cercato di fuggire dopo che si è reso conto che il suo covo era stato individuato dai carabinieri. Gli investigatori lo indicano vicino al clan…

STUPEFACENTI: SEI ARRESTI A MESSINA PER SPACCIO COCAINA

Ansa - 19 luglio 2000 - di Redazione

MESSINA - I presunti componenti di una organizzazione che spacciava cocaina a Messina sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri. Sono sette i provvedimenti emessi dal gip su richiesta dei sostituti Vito Di Giorgio e Salvatore Laganà. In carcere sono finite tre donne, le sorelle Bruna e Santina Aspri, di 43 e 45 anni e Maria Rosaria Presti, di 44. Ed ancora il dentista Salvatore Severo, di 42 anni, Letterio Gentiluomo, di 44 e Carmelo Princiotta, di 40, di Messina. Uno solo è sfuggito all'arresto ed è ricercato dai militari.…

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