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Il latitante “dimenticato” in Turchia rientra in Italia: Luciano Camporesi atteso a Fiumicino

La vicenda era stata raccontata dal Fatto: ricercato dalla 2018, condannato in primo grado a 22 anni per traffico di droga, non poteva rientrare perché rinchiuso in un centro per migranti irregolari

il Fatto Quotidiano - 17 gennaio 2026 - di Lucio Musolino

  Sta rientrando in Italia il latitante Luciano Camporesi, dopo aver trascorso mesi in un centro di accoglienza in Turchia in attesa del rilascio, da parte delle competenti autorità consolari, di un valido documento di identità. È il suo avvocato Gioacchino Genchi ad annunciare che Camporesi, accompagnato dalla polizia turca, è stato imbarcato a Istanbul in un volo per l’Italia e atterrerà oggi a Fiumicino dove sarà preso in consegna dalla polizia italiana.   Qualcosa, evidentemente, si è mosso dalle parti del ministero degli Esteri e del ministero della Giustizia. Nei giorni scorsi la vicenda è…

Camporesi torna in Italia: fine della latitanza

Scortato dalla polizia turca, Luciano Camporesi ha lasciato Istanbul ed è arrivato a Roma, preso in consegna dalla polizia italiana. Si chiude una fuga durata anni: decisivo l’intervento dei ministeri degli Esteri e della Giustizia dopo l’ultimo sollecito dell’avvocato Gioacchino Genchi

Ilrestodelcarlino.it - 17 gennaio 2026 - di Antonella Marchionni

Luciano Camporesi 50 anni di Rimini   Dopo anni di latitanza e una lunga parentesi nelle carceri turche, il 50enne riminese Luciano Camporesi coinvolto nell’inchiesta antimafia ‘Pollino’ è arrivato in Italia. Partito da Istanbul scortato dalla polizia turca, è atterrato all’Aeroporto di Fiumicino, preso in consegna dalla polizia italiana. Un rientro che segna la fine di una fuga durata anni e che, per Rimini, riporta improvvisamente al centro una vicenda giudiziaria rimasta a lungo sospesa.   La svolta è arrivata nelle ultime ore, con un’accelerazione istituzionale netta: il ministero degli Esteri e il ministero della Giustizia si…

Reggio, operazione “Eureka”: annullato il sequestro del conto di Stefano Giampaolo

Stefano Giampaolo è il padre di Giuseppe Giampaolo (imputato nel procedimento denominato "Eureka"). La decisione si inserisce nel quadro dei sequestri eseguiti «in sede di esecuzione» della maxi operazione della Procura di Reggio Calabria per ipotesi di traffico internazionale di stupefacenti

Gazzetta del Sud online - Reggio - 15 gennaio 2026 - di Redazione

Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha annullato il sequestro del conto corrente bancario intestato a Stefano Giampaolo, restituendogli integralmente le somme sequestrate.     Lo rende noto in un comunicato stampa il difensore, l’avvocato Gioacchino Genchi. Stefano Giampaolo è il padre di Giuseppe Giampaolo (imputato nel procedimento denominato "Eureka"). La decisione si inserisce nel quadro dei sequestri eseguiti «in sede di esecuzione» della maxi operazione della Procura di Reggio Calabria per ipotesi di traffico internazionale di stupefacenti. In tale contesto, a Stefano Giampaolo soggetto terzo e del tutto estraneo alle contestazioni mosse…

Camporesi è pronto al ritorno in Italia. “Vuole costituirsi”

Il 50enne riminese è coinvolto nell'inchiesta antimafia 'Pollino': l'assenza di indicazioni da Roma per il rimpatrio lo ha bloccato in un limbo. Il suo avvocato: "Ora si consegnerà alle autorità"

il Resto del Carlino - Rimini - 15 gennaio 2026 - di Antonella Marchionni

Dopo anni di latitanza e un lungo limbo all’estero, il riminese Luciano Camporesi, 50 anni, ha deciso di tornare in Italia e consegnarsi spontaneamente alle autorità. Una scelta che riapre uno dei capitoli più complessi dell’inchiesta antimafia "Pollino", ancora pendente davanti alla Corte di Appello di Reggio Calabria, ma che mette anche a nudo un cortocircuito istituzionale durato oltre un anno. Camporesi, classe 1975, è imputato nel procedimento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ed è rimasto latitante durante le indagini preliminari e l’intero processo di primo grado. Nel…

Trentini è libero, ma c’è un italiano prigioniero in Turchia da un anno: Roma non autorizza l’estradizione

Il governo festeggia un “successo”, ma lascia ad Ankara un ricercato che chiede di tornare e costituirsi. Anche pagando il volo di tasca propria. La surreale storia di Luciano Camporesi

il Fatto Quotidiano - 14 gennaio 2026 - di Thomas Mackinson

  C’è un solo italiano negli 82 centri per migranti irregolari in Turchia finanziati anche dall’Italia. Solo che la stessa Italia che oggi festeggia la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò se l’è dimenticato lì, tra centomila profughi e richiedenti asilo, da oltre un anno. Anche se lui pur di tornare è disposto a pagarsi il viaggio da solo. Si chiama Luciano Camporesi e non è un prigioniero qualsiasi. È accusato di traffico internazionale di stupefacenti su larga scala: 300 chili di hashish e 100 chili di “super polline”, affari da milioni di euro, una nave privata di 55 metri…

Sentenze Genchi: Bellavia poteva tenere le sue carte

Realtà capovolta. Nessun dossier, solo relazioni tecniche. Niente è stato diffuso, ha subito un furto. Nel 2009 il caso Genchi, che poi è stato scagionato

il Fatto Quotidiano - 9 gennaio 2026 - di Gianni Barbacetto

Il capolavoro è stato trasformare la vittima di un gigantesco furto di dati – Gian Gaetano Bellavia – nel colpevole responsabile di un mostruoso dossieraggio. Un milione di file è stato sottratto dal suo archivio dalla collaboratrice Valentina Varisco, già mandata a processo con citazione diretta, senza neppure passare da un’udienza preliminare, dalla pm di Milano Paola Biondolillo: per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita. “Dossieropoli”, ha titolato il Giornale, mentre i politici della destra puntano il dito contro Bellavia, indicato come costruttore di dossier, e chiedono di…

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