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La promessa di guadagni da capogiro che si infrangeva al momento del passaggio dalla moneta virtuale a quella reale. E’ questa la ricostruzione della Procura di Spoleto che dopo aver chiuso mesi fa le complesse indagini su una presunta truffa legata alle criptovalute, ha ora chiesto il rinvio a giudizio per 25 persone. Tra loro un imprenditore romano domiciliato a Cascia, Daniele Marinelli, informatico esperto che sarebbe stato secondo gli inquirenti il motore del sistema. Un sistema che viaggiava attraverso il web e i social per invogliare all’acquisto di una moneta virtuale garantita in diamanti e big data, riconvertibile in denaro reale. Proprio qui sarebbe stato l’inghippo però in base alle denunce arrivate. Sarebbe stato impossibile per gli investitori, l’indagine ne stima almeno 30mila in tutto il mondo anche se le segnalazioni sono di qualche decina per ora, riuscire ad entrare in possesso dei soldi reali. Intanto gli indagati – nella ricostruzione della procura – avrebbero operato in assenza delle prescritte autorizzazioni e reimpiegando i proventi della presunta attività illecita in attività finanziare e speculative. Da qui le accuse oltre che di truffa, anche di abusivismo finanziario e autoriciclaggio. Il giro d’affari è stato stimato in seguito alle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Perugia e dal nucleo speciale di Polizia Valutaria di Roma e Milano e coordinate dalla procura di Spoleto, in circa 38milioni di euro. Nell’inchiesta è finita anche una donna nata a Latina ma che ha a Foligno il suo domicilio fiscale.

Cofondatrice della società di consulenza di cui Marinelli era amministratore unico e socia a metà di quella per la vendita dei prodotti di cui sempre Marinelli sarebbe stato amministratore di fatto, Annarita Piconi figura tra i 25 indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. Una richiesta di cui allo stato attuale dichiara il legale di Marinelli, l’avvocato Gioacchino Genchi, non ci è giunta comunicazione e commenta: “A difensori e imputati l’esercizio dell’azione penale da parte del pubblico ministero non si notifica con un comunicato stampa”.
Qui il servizio di Erika Baglivo, montaggio di Gabriele Liberati
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