CONTATTA LO STUDIO
Pbx con ricerca automatica: 0692959901

WhatsApp: +39 335238128

Telegram: @gioacchinogenchi

Riesame Salerno annulla sequestro per indagato in maxi blitz Dda

Disposta restituzione polizza assicurativa da oltre 38mila euro

Ansa - 5 novembre 2024 - di Redazione


 
Il Tribunale del Riesame di Salerno ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso nei confronti di Giuseppe D’Auria, coinvolto nella vasta operazione antimafia che l’11 settembre scorso ha portato all’arresto di 88 persone ritenute affiliate o contigue al clan Fezza-De Vivo di Pagani.
 
Il provvedimento – firmato dal collegio composto dalla presidente Dolores Zarone e dalle giudici Cristina De Luca ed Enrichetta Cioffi – riguarda la restituzione di una polizza assicurativa del valore di oltre 38mila euro sequestrata dal gip in base all’ipotesi di una presunta “sproporzione economica tra redditi e acquisti”.
 

 
Il Tribunale ha accolto le prospettazioni dell’avvocato Gioacchino Genchi e ordinato la restituzione della polizza a Giuseppe D’Auria, viene spiegato in un comunicato, “ritenendo pienamente fondate tutte le censure difensive e riconoscendo la totale illegittimità del provvedimento ablativo emesso in assenza di presupposti di legge”.
 
 
Salerno, 3 novembre 2025 – Il Tribunale del Riesame di Salerno ha accolto integralmente il ricorso proposto dall’avvocato Gioacchino Genchi, disponendo l’annullamento totale del decreto di sequestro preventivo emesso nei confronti di Giuseppe D’Auria, coinvolto nella vasta operazione antimafia che l’11 settembre scorso ha portato all’arresto di 88 persone ritenute affiliate o contigue al clan Fezza–De Vivo di Pagani.
 
Il provvedimento — firmato dal collegio composto dalla presidente Dolores Zarone e dalle giudici Cristina De Luca ed Enrichetta Cioffi — riguarda la restituzione della polizza assicurativa “D’oro” n. 22502095 stipulata con Alleanza Assicurazioni S.p.A., del valore di 38.051 euro , sequestrata dal G.I.P. in base all’ipotesi di una presunta “sproporzione economica tra redditi e acquisti”.
 
Il Tribunale, accogliendo tutte le eccezioni formulate dalla difesa, ha dichiarato il decreto del G.I.P. “viziato da estrema genericità” e privo di motivazione in relazione alla concreta valutazione della sproporzione, richiamando il principio affermato dalla Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 12366/2024, secondo cui “in caso di beni specificamente individuati come di valore sproporzionato rispetto al reddito, non si può procedere alla confisca generica di denaro o beni omettendo la motivazione in ordine a tale scelta”.
 
Il Riesame ha inoltre censurato l’assenza di qualsiasi valutazione sul periculum in mora, principio di rango costituzionale che, secondo le Sezioni Unite “Ellade” n. 36959/2021 e successive pronunce (Cass. 305/2025, Cass. 1261/2024), deve essere esplicitamente motivato in ogni provvedimento ablativo, anche quando finalizzato alla confisca per equivalente ex art. 240-bis c.p.
 

“L’omessa motivazione in parte qua – si legge nell’ordinanza – rende il provvedimento insanabilmente nullo”.

 
Decisivo, infine, il riconoscimento del valore previdenziale e assistenziale della polizza vita, oggetto del sequestro, la cui impignorabilità è stata ribadita dal Collegio sulla scorta delle Sezioni Unite “Cinaglia”, n. 26252/2022, e della recentissima Cassazione n. 34306/2025, che hanno esteso le tutele di cui all’art. 545 c.p.c. anche al processo penale:
 

“La polizza di assicurazione sulla vita e le somme liquidate per effetto del verificarsi dell’evento, in quanto aventi funzione previdenziale-assistenziale, non sono pignorabili e, pertanto, non sono sequestrabili. Allo stato, in mancanza della verificazione dell’evento e del pagamento dei premi fino alla scadenza, la polizza costituisce un titolo astratto privo di consistenza economica”.

 
Il Tribunale del Riesame ha dunque ordinato la restituzione della polizza ad Alleanza Assicurazioni e all’avente diritto Giuseppe D’Auria, ritenendo pienamente fondate tutte le censure difensive e riconoscendo la totale illegittimità del provvedimento ablativo emesso in assenza di presupposti di legge.
 
La decisione conferma la linea difensiva già accolta, lo scorso 29 settembre, dalla stessa Sezione del Riesame, che aveva annullato anche la misura cautelare personale della custodia in carcere, evidenziando la mancanza di attualità del pericolo di recidiva e il lontano periodo temporale dei fatti contestati (2019–2021). Tale precedente, ampiamente ripreso dalla stampa locale e nazionale, aveva già segnalato la solidità e coerenza delle argomentazioni giuridiche avanzate dal difensore.
 
Con questa seconda pronuncia, il Tribunale di Salerno riconosce nuovamente la piena fondatezza dell’impianto difensivo, fondato su un’approfondita ricostruzione giuridica, su rigorosi richiami dottrinali e sulla più recente giurisprudenza di legittimità, confermando la pregevolezza tecnica e l’efficacia dell’attività difensiva svolta dall’Avvocato Gioacchino Genchi.