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Denise, una traccia nei cellulari. “Al setaccio tutti gli alibi”

Indagini della procura sul traffico dei telefonini nei giorni della scomparsa. Verifiche anche sulla mamma della sorellastra della bimba sparita

Repubblica - 6 maggio 2005 - di Salvo Palazzolo

PALERMO – Troppi alibi non tornano per quella mattina dell’uno settembre, quando Denise fu inghiottita dal mistero. Sono smentiti dai cellulari che ognuno dei sospettati, adesso ristretti a tre, aveva in tasca. Così, la ricerca della bimba di Mazara del Vallo è diventata tutta elettronica, fra memorie di telefonini e tracce sui ripetitori, in una zona piuttosto che in un’altra. La sorellastra di Denise, Jessica, diciottenne da qualche giorno, è già finita nel registro degli indagati della Procura dei minorenni di Palermo, con l’ accusa di concorso in sequestro di persona. La caccia elettronica sta proseguendo sui cellulari del fidanzato e della madre, Anna Corona. Proprio per verificare gli alibi che adesso vacillano. La signora Corona era già stata invitata in commissariato pochi giorni dopo la scomparsa di Denise. Disse che la mattina dell’uno settembre si trovava nell’albergo dove lavora come inserviente. Portò a testimoniare alcuni colleghi. E tutte le dichiarazioni furono messe agli atti. All’inizio dell’anno, gli inquirenti hanno verificato ogni particolare degli alibi: carabinieri e polizia si sono avvalsi degli accertamenti di un consulente per analizzare i telefonini. A Mazara è arrivato il vicequestore Gioacchino Genchi, l’esperto informatico che con la Procura di Caltanissetta ha svelato molti dei misteri che affollano le stragi Falcone e Borsellino. Le analisi di Genchi sui cellulari di Mazara hanno ricollocato Anna Corona e sua figlia in luoghi diversi da quelli in cui dicevano di essere stati. Nella stessa area in cui si trova l’abitazione di Denise, questo sostiene l’accusa. Ieri mattina, il procuratore di Marsala Silvio Sciuto ha convocato una conferenza stampa. Per ribadire che «l’inchiesta prosegue non tralasciando alcuna pista». Per ricordare ai giornalisti che «le indagini sono coperte dal segreto». Sciuto ha detto: «Tutte le ipotesi restano valide. E come ho già spiegato sin dai primi giorni, c’è anche la pista privata». Di più, il procuratore non vuole aggiungere. La pista privata gira attorno a Jessica. La prima volta che fu convocata al commissariato di Mazara arrivò con il suo motorino. La seconda, fu accompagnata da uno zio, che voleva addirittura partecipare all’interrogatorio. I magistrati furono irremovibili: lo pregarono di accomodarsi fuori e lui, per tutta risposta, intimò alla nipote di non parlare. Così iniziò la notte più lunga dell’inchiesta sulla scomparsa di Denise: all’interrogatorio partecipò anche una psicologa, che poi stilò una relazione. Scrisse: «La ragazza tende a rimuovere dalla sua mente episodi gravi che le sono accaduti». Di certo, Jessica aveva sofferto per la relazione extraconiugale del padre, che aveva poi portato alla fine del matrimonio. Quella che il procuratore Sciuto chiama «pista privata» ruota tutta attorno ai rancori che Anna Corona e sua figlia avrebbero avuto nei confronti della mamma di Denise. Il pm della Procura dei minori, Maria Grazia Puliatti, avrebbe dovuto interrogare nuovamente Jessica martedì scorso, ma poi l’ audizione è saltata all’ ultimo momento. La ragazza sarà convocata a Palermo fra qualche giorno. Per ripercorrere ancora una volta i suoi passi la mattina in cui Denise sparì.